Una rampa di lancio per veicoli extraterrestri

20 luglio 2017

Clipeologia

Nella provincia cinese di Qinghai esiste un monumento piramidale la cui origine e la cui funzione sono tuttora incognite. Sebbene possa sembrare incredibile, i primi ricercatori che hanno avuto modo di esaminare la straordinaria quanto singolare struttura affermano si tratti di una rampa di lancio per veicoli extraterrestri.

Tubi in Metallo a Baigong

Tubi in Metallo a Baigong

La rivista “Spiegel”, nella sua edizione on-line dell’8 luglio 2002, non si è fatta sfuggire l’opportunità di raccontare di una spedizione eccezionale che ha avuto come meta la provincia cinese di Qinghai. “I ricercatori esaminano una rampa di lancio di UFO“, così titolava l’articolo. E, poco tempo prima, anche l’emittente americana CNN aveva dato un annuncio con lo stesso tono.

I giornalisti avevano riferito che a Qinghai un rilievo a forma di piramide era stato utilizzato da intelligenze extraterrestri come rampa di lancio: “La struttura che si trova sul monte Baigong presenta tre cavità con aperture triangolari e, a quanto pare, contiene tubi dipinti di rosso. Nei pressi sarebbero disseminati rottami arrugginiti in metallo, pietre e tubi dalla forma assai singolare, che penetrano nella montagna e in un vicino lago di acqua salata. Questi ritrovamenti sono sufficientemente misteriosi da far salire l’adrenalina anche agli scienziati che accettano l’ipotesi di un contatto alieno“.

Questa notizia era stata diffusa per la prima volta il 19 giugno 2002 dall’agenzia di stampa cinese Xinhua. Nove scienziati si sarebbero quindi recati nella provincia di Qinghai. “E’ la prima volta che i ricercatori sottopongono il sito ad una ricerca seria ed esaustiva“. Questa struttura singolare, simile in tutto e per tutto ad una rampa di lancio moderna, era stata notata sul monte Baigong, a 40 Km a sud-ovest della città di Elingha. Nelle vicinanze si trovano anche due laghi, uno di acqua dolce e uno di acqua salata. La struttura piramidale si trova a sud di quest’ultimo ed è alta 50-60 metri.

Due dei tre ingressi triangolari posti sul lato esterno sarebbero crollati e sono, quindi, inaccessibili. L’ingresso più grande, quello al centro, è intatto e troneggia ad alcuni metri da terra. L’Agenzia di stampa cinese riferisce che ovunque corrono tubature: “Alcune scompaiono nella montagna, altre nel lago“. Il terreno è ricoperto da detriti metallici. Secondo Hin Jianwen, portavoce delle autorità di Delingha, questi resti sono stati analizzati dai collaboratori di una locale fonderia, i quali hanno stabilito che sono composti al 30% di ossido di ferro e mostrano un elevato contenuto di ossido di salice e di ossido di calcio. Non sono riusciti a identificare il restante 8% del materiale. Liu Shaolin, direttore degli studi, ha affermato: “La grande quantità di ossido di silice e di ossido di calcio dipende dall’interazione di arenaria e ferro, il che fa dedurre che questi tubi sono antichissimi“.

E’ lecito che chi non ha visto con i propri occhi questo sito stenti a credere alla storia, sostiene Ye Zhou, giornalista del Lanzhou Morning News. Lui, invece, si è recato sul posto ed ha potuto constatare di persona: “Risulta difficile restare fedeli al linguaggio scientifico quando si affronta questo argomento. Tubi di ferro sono disseminati sul terreno fin dove spazia lo sguardo. E’ davvero impressionante“.

Questo misterioso monumento venne descritto per la prima volta nel 1998 da scienziati americani alla ricerca di impronte fossili di dinosauri. Pur avendo informato le autorità di Delingha, nessuno sembrò prestarvi attenzione fino a quando la notizia non giunse ad un giornale locale. Ye Zhou, giornalista di quella testata, decise quindi di occuparsi della storia e di svolgere qualche indagine per conto proprio. In questo lasso di tempo lui e i suoi colleghi hanno redatto una mezza dozzina di perizie. “Abbiamo preso nota e descritto tutto in maniera estremamente obiettiva“.

Per i ricercatori autoctoni le relazioni dei giornalisti sono una vera e propria manna dal cielo, ma le lancette dell’orologio in Cina girano lentamente e, purtroppo, Zhou non conosce l’inglese. Il timore, fondato, è che trascorrerà ancora molto tempo prima che le sue relazioni possano approdare nei circoli occidentali. L’unica notizia che finora è filtrata è che questo monumento avrebbe all’incirca 5.000 anni.

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