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Le Verrier e l’esistenza del pianeta Vulcano
5 Giu 2019

Le Verrier e l’esistenza del pianeta Vulcano

Post by Administrator

L’esistenza del Pianeta Vulcano è stata più volte ipotizzata per spiegare alcune piccole anomalie nell’orbita di Mercurio. Si tratterebbe di un pianeta molto piccolo, con un periodo di rivoluzione pari a soli 20 giorni terrestri e una distanza da Sole di appena 21 milioni di Km il che renderebbe estremamente difficile la sua osservazione diretta da parte degli astronomi.

Pianeta Vulcano

Vulcano

Già nei tempi preistorici, gli osservatori del cielo notarono che cinque punti luminosi avevano un moto diverso da quello delle stelle fisse. Questi pianeti, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, furono legati all’astrologia e alla leggenda. Intorno al 1600 d.C., anche la Terra fu ufficialmente riconosciuta come un membro della famiglia del Sole. Sir William Herschel scoprì Urano nel 1781. Negli anni intorno al 1840, Urbain Jean Le Verrier e John Couch Adams analizzarono indipendentemente l’uno dall’altro alcune piccole irregolarità nell’orbita di Urano che portarono alla scoperta di Nettuno nel 1846; poi, 84 anni dopo, analoghi studi delle orbite di Urano e Nettuno portarono al gelido Plutone, il pianeta conosciuto più esterno del nostro sistema solare.

Durante quel lungo cammino, tuttavia, un decimo pianeta fece una breve comparsa. L’esistenza di Vulcano, piccolo pianeta la cui orbita sarebbe ancora più vicina al Sole di quella di Mercurio, fu affermata nel 1859 dallo stesso Le Verrier. Il sospetto della sua esistenza fu suscitato da una leggerissima deviazione di Mercurio rispetto all’orbita prestabilita. Passando al setaccio gli archivi, Le Verrier aveva trovato molte segnalazioni di un piccolo disco nero che passava davanti al Sole. Tra le tante Le Verrier selezionò le più consistenti e calcolò che Vulcano doveva orbitare a circa 21 milioni di km dal Sole, con un periodo di rivoluzione pari a soli 20 giorni terrestri.

Era chiaro che ulteriori osservazioni di Vulcano richiedevano fortuna e talento, in quanto per la maggior parte del tempo era perso nel fulgore del Sole. Sarebbe stato possibile individuarlo solo durante le eclissi solari o durante i suoi periodici transiti davanti al Sole (durante i quali poteva confondersi con le macchie solari). Le Verrier predisse che la data più propizia per osservarlo sarebbe stata il 22 marzo 1877.

Negli anni seguenti, furono pubblicate altre segnalazioni sparse, e alcuni libri di testo aggiunsero Vulcano all’elenco dei pianeti. Purtroppo, nessuno dei molti astronomi che si erano impegnati ad osservarlo nel 1877 riuscì a individuarlo. Ma le speranze rinacquero l’anno dopo, quando due astronomi americani, osservando un’eclissi solare da due punti diversi (dal Wyoming e dal Colorado), individuarono, molto vicino al Sole, qualcosa che però non era una stella nota. Nel Popular Science qualcuno scrisse: “Le interessanti osservazioni di Watson e di Swift non si limiteranno a stimolare gli astronomi a riprendere la ricerca del pianeta individuato così fortunatamente, ma devono portare anche a un esame più accurato dello spazio interno all’orbita di Mercurio. Forse Vulcano è solo la prima di una serie di nuove scoperte“. Purtroppo, le individuazioni di Watson e Swift non si ripeterono, e altri astronomi misero in dubbio l’accuratezza delle loro osservazioni.

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