Testimonianze di viaggi spazio-temporali

20 Nov 2018

Tra Scienza e Mistero

L’idea che i viaggi spazio-temporali siano realmente possibili deriva da numerose testimonianze accumulatesi nel corso degli anni. Spesso si tratta di esperienze avvenute in modo improvviso ed inaspettato. In molti casi il protagonista riesce a rendersi conto di aver compiuto un viaggio spazio-temporale sono in un secondo momento.

Sir Victor Goddard

Sir Victor Goddard

Nel 1935, in Scozia, vicino ad Edimburgo, sotto una pioggia scrosciante, sir Victor Goddard della Royal Air Force stava sorvolando a bassa quota un campo di atterraggio in disuso della Prima Guerra Mondiale. A un tratto la scena si illuminò di una luce brillante ed egli pensò che il sole avesse trafitto il denso banco di nubi. In basso i portoni dell’hangar erano aperti e c’erano quattro aerei gialli: tre biplani di un modello che conosceva e un monoplano che non aveva mai visto. I meccanici, in tuta blu, lo ignorarono e pochi secondi dopo egli si trovò nuovamente immerso in una nube nera.

Solo il giorno prima Goddard aveva visto il campo di Drem abbandonato, e ora sembrava in piena attività. Ma gli aerei della RAF non erano gialli, i meccanici della RAF indossavano tute marroni e la RAF non disponeva di monoplani in quel periodo, antecedente all’impiego dello Spitfire.

Nel 1939, nell’imminenza della Seconda Guerra Mondiale, l’aeroporto di Drem fu riaperto come scuola di addestramento dotata di aerei gialli: i biplani Avro che Goddard aveva visto e un monoplano Magister che nel 1935 non esisteva ancora. Il personale di terra indossava tute blu. Possibile che Goddard era stato testimone di uno di quei viaggi spazio-temporali di cui si legge nelle riviste di fantascienza?

Ci sono chiari elementi a riprova che la “barriera del tempo” può essere attraversata. Gli esempi di premonizioni sono troppo numerosi per liquidarli come coincidenze. Goddard, poi, ebbe molto di più di un’intuizione: egli sorvolò nel 1935 un luogo e vide delle circostanze che si realizzarono realmente solo nel 1939. Ci sono studiosi che ritengono che l’inconscio sia in grado di andare oltre le informazioni che i sensi forniscono alla coscienza, penetrando nel futuro oltre che nel passato recente.

Una sera del 1973, Laura Jean Daniels di Dearborn, negli Stati Uniti, stava rincasando quando la strada cominciò a cambiare. Il marciapiede asfaltato divenne un sentiero lastricato, molte case scomparvero e apparve una coppia di innamorati in abiti fuori moda. All’improvviso un cane si lanciò abbaiando contro di lei. L’uomo lo tranquillizzò e la Daniels si rese conto che, per lui, lei era invisibile, ma il cane, a quanto pare, la vedeva o avvertiva la sua presenza. Esperienze di viaggi spazio-temporali simili suggeriscono che c’è qualcuno che realmente “viaggia nel tempo“.