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Un inquietante caso di stregoneria a Cideville
17 Set 2012

Un inquietante caso di stregoneria a Cideville

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Nel 1851, il villaggio di Cideville, distante 130 Km da Parigi, fu sconvolto da un processo per stregoneria che vide coinvolto il curato del villaggio. In seguito ad alcuni eventi, la sua canonica diventò sede di fenomeni inspiegabili. Alla luce delle attuali conoscenze molti studiosi ritengono si sia trattato di un fenomeno di poltergeist.

Poltergeist nella canonica di Cideville

Poltergeist nella canonica di Cideville

Nel 1851 il tranquillo villaggio di Cideville, circa 130 Km ad est di Parigi, fu sede di un processo per stregoneria. Il caso fu denunciato da un pastore di nome Felix Thorel, e l’imputato era nientemeno che il prete del villaggio, un certo padre Tinel.

La catena di eventi che portò a questo inusuale processo ebbe inizio l’anno prima, quando padre Tinel fece visita ad un parrocchiano malato. Il prete scoprì che il paziente era stato curato da un ciarlatano locale, che pretendeva di essere un esperto stregone. Quando il parrocchiano poco dopo morì, padre Tinel fece arrestare il sedicente stregone, che dal carcere giurò di vendicarsi. La vendetta, se così può essere considerata, prese una forma strana e tortuosa. A quel tempo nella canonica di padre Tinel vivevano due ragazzi. Un giorno, ad un’asta di Cideville, il pastore Thorel, che era un discepolo dello stregone incarcerato, fermò i ragazzi, impose loro le mani sulla testa e mormorò una misteriosa formula magica. Nei mesi seguenti, per il prete ed i suoi parrocchiani, Cideville non fu più quel tranquillo villaggio che era stato fino ad allora.

Secondo i documenti del processo, non appena i ragazzi tornarono alle loro stanze in canonica, una terribile raffica di vento scosse l’edificio. Quella notte il loro sonno fu disturbato da un forte e insistente rumore di colpi, per il quale non si trovò nessuna spiegazione. Nei due mesi seguenti, una serie di eventi sempre più bizzarri trasformò la parrocchia, una volta tranquilla, in uno scenario da incubo. Tavoli si spostavano sul pavimento, candelieri e attizzatoi danzavano in aria, sedie e tappeti volavano sopra le teste degli sbalorditi visitatori.

I fenomeni più insistenti erano dei colpi violenti, come se qualcuno stesse battendo con un martello le pareti della stanza. Col tempo, padre Tinel e il marchese De Mirville, un nobiluomo venuto da Parigi per indagare su questi incidenti divenuti ormai famosi, iniziarono a comunicare in modo grossolano con questi colpi. Il marchese riuscì a dedurre che il misterioso essere che sfogava così la sua rabbia aveva una terribile paura di chiodi, punte ed altri oggetti aguzzi.

Subito, insieme a padre Tinel, cominciò a piantare chiodi nel pavimento e nelle pareti delle stanze, ovunque si erano verificati gli strani fenomeni. Il primo chiodo divenne incandescente e il pavimento scricchiolò e fumò. Quando un secondo chiodo fu conficcato in un armadio, l’allievo più grande di padre Tinel raccontò di aver avuto la fuggevole visione di un chiodo che lacerava la guancia di un uomo.

Il giorno seguente quella visione si concretizzò nella realtà: il pastore Thorel fu visto con un brutto sfregio sulla guancia, che sembrava provocato dalla punta aguzza di un chiodo. Per quanto riguardava padre Tinel, questa era una prova sufficiente della colpa dell’uomo: lo accusò di stregoneria e, minacciandolo, lo fece cadere a terra con il suo bastone da passeggio. Inaspettatamente, Thorel rispose denunciando il prete per calunnia.

Thorel non solo perse la causa, ma fu obbligato a pagare le spese del processo. Ottenne però una rivincita. Padre Tinel, pur riluttante, acconsentì ad allontanare i due allievi dalla canonica e solo allora tornò la pace.

Benché gli eventi di Cideville venissero a quel tempo considerati stregoneria, in anni più recenti gli studiosi del paranormale hanno sospettato la presenza di un poltergeist. Il termine poltergeist, dalle parole tedesche Poltern, che significa “far rumore”, e Geist, che significa “fantasma” o “spirito”, descrive una forma curiosa di presunti fenomeni paranormali caratterizzati da misteriosi eventi molesti, quasi dispettosi, che sfidano ogni ovvia spiegazione.

Si parla di poltergeist quando si sentono misteriosi rumori, colpi e correnti di aria fredda. Gli oggetti si muovono senza ragione, le stoviglie cadono per terra ed i mobili volano per aria. Talvolta porte e finestre si spalancano da sole, oggetti scompaiono per essere ritrovati nella stanza accanto, sassi e pietre bombardano misteriosamente l’edificio, ed in alcuni rari casi le persone vengono aggredite fisicamente. Spesso questi eventi hanno luogo in presenza di un bambino o un adolescente.

Nel corso dei secoli la colpa di innumerevoli finestre rotte e piatti in frantumi è stata data a questi spiriti irrequieti. Senza dubbio la maggior parte di questi fenomeni ha cause naturali, e, a dire la verità, molti parapsicologi sono riluttanti ad ammettere che il fenomeno esista davvero. Eppure, molti studiosi moderni del paranormale prendono i poltergeist sul serio. Secondo la loro opinione, il poltergeist non ha un’esistenza indipendente: è un fenomeno “centrato sulla persona”, scatenato dall’inconscio di un agente umano, vivente.

In molti casi sembra che il presunto agente provi una grande infelicità o frustrazione personale, che in qualche modo ignoto trova sbocco come potente forza psicocinetica. Benché i ricercatori stiano ancora cercando di capire la genesi dei fenomeni poltergeist, nel corso degli anni sono stati individuati alcuni schemi. Prima di tutto non si tratta mai di incidenti singoli, isolati. Il poltergeist tende a prolungare le sue visite per settimane o mesi, e talvolta addirittura per anni. Per questo motivo molti ricercatori del paranormale descrivono i fenomeni di poltergeist facendo ricorso all’espressione “Psicocinesi Spontanea Ricorrente – RSPK”.

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