Le convulsionarie del cimitero di Saint-Medard

21 marzo 2017

Misticismo

Nella Parigi degli anni ’30 del XVIII secolo, il cimitero di Saint-Medard divenne teatro di un fenomeno di isteria collettiva. Centinaia di donne in preda a violenti spasmi si contorcevano tra tombe e lapidi sottoponendosi ad orrendi e dolorosi supplizi al fine di chiedere guarigioni miracolose e dimostrare il potere delle fede.

Supplizi di Saint-Medard

Supplizi di Saint-Medard

La quindicenne Gabrielle Moler giaceva supina, mentre un uomo robusto le appoggiava la lama di un badile contro la gola, spingendo con tutta la sua forza. Sembrerebbe una tortura, ma la giovane lo pregava di rifarlo ancora e ancora. Poi le posero sul petto e sullo stomaco un masso di oltre 20 chili: prima che la ragazza si dichiarasse soddisfatta i suoi esterrefatti “tormentatori” caddero a terra esausti.

Gabrielle soffriva da quattro anni di strani spasmi, durante i quali dimostrava una stupefacente sopportazione del dolore, ma era solo una fra le centinaia di donne di Saint-Medard che fecero scalpore nella Parigi degli anni intorno al 1730. C’era, fra queste, una certa Marie Sonet, detta “la salamandra” per la sua resistenza al fuoco. Un gruppo di medici, sacerdoti e altre persone autorevoli firmò una dichiarazione in cui si testimoniava che il 12 maggio 1736 Marie, in preda a convulsioni, era stata tenuta per 36 minuti su una panca di ferro in un camino, sopra un fuoco di estrema intensità, senza che il lenzuolo che copriva il suo corpo nudo fosse minimamente bruciato. I soggetti che si sottoponevano a questi atti di fede affermavano che la loro resistenza alle indicibili sofferenze che gli venivano perpetrate era un privilegio del cielo, ma c’era chi la considerava opera diabolica, mentre alcuni medici vi scorgevano un’aberrazione mentale.

Il fenomeno ebbe inizio nel 1727, poco dopo i funerali, a Saint-Medard, di un prete molto discusso, Francois de Paris. Mentre una folla sempre più numerosa di donne pregava sulla tomba del sacerdote defunto, nacquero aspri scontri di opinioni finché una delle visitatrici riferì di essere stata miracolosamente risanata. Il “miracolo” diede inizio a una serie di guarigioni portentose, che comportavano convulsioni violente delle interessate fra le tombe del cimitero. Il fenomeno assunse una dimensione tale che nella Parigi di quegli anni assistere ai supplizi che venivano praticati alle invasate di Sanit-Medard diventò una sorta di spettacolo e di diversivo al quale affluivano frotte di fedeli e semplici curiosi.

Ciò che avveniva nel cimitero di Saint-Medard non tardò ad arrivare alle orecchie delle autorità. Per limitare l’inquietante fenomeno, nel gennaio del 1732 venne ordinato di chiudere temporaneamente il cimitero. La decisione non riuscì a placare il fenomeno in quanto le spettacolari convulsioni delle donne di Saint-Medard continuarono ad avvenire in case private. Nel 1735 si arrivò a contare dalle 500 alle 600 donne soggette a convulsioni, intorno alle quali si aggiravano all’incirca 3.000 secouristes, o “soccorritori” di professione, che infliggevano loro le pene che bramavano.

Un farmacista dell’epoca presenziò alle convulsioni di una delle donne di nome Anne-Catherine Montfreuille, il cui corpo si era contratto al punto che la forza congiunta di 25 uomini non riuscì a raddrizzare le sue povere membra attorcigliate. Dal canto loro, i soccorritori non si risparmiavano certo nell’infliggere le punizioni: danzavano sui corpi delle vittime, bucavano loro la lingua, le trafiggevano con una spada ed inventavano ogni sorta di fantasioso supplizio per soddisfare le richieste delle penitenti. Un commentatore contemporaneo arrivò ad affermare che: “Dio si compiace di stravolgere la natura ponendo dinanzi ai nostri occhi questi incredibili portenti“.

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