Regressione ipnotica e reincarnazione

7 ottobre 2018

Reincarnazione

L’attività di studio e di ricerca condotta nel corso degli ultimi decenni da numerosi psicologi e psichiatri ha consentito di gettare una nuova luce sul mistero della reincarnazione. Alcuni di essi, come l’emerito professor Ian Stevenson, hanno lavorato sui ricordi spontanei mentre altri hanno utilizzato sedute di regressione ipnotica.

Ian Stevenson

Prof. Ian Stevenson

Quante vite ha vissuto Warnasiri Adikari? Warnasiri nacque il 9 novembre 1957 in un villaggio di Ceylon (l’attuale Sri Lanka), a circa 30 chilometri da Colombo. A quattro anni, cominciò a parlare di una sua vita precedente. Nel 1962, Francis Story, docente di filosofia buddhista, invitò il professor Ian Stevenson, noto ricercatore americano, ad investigare sul caso.

Durante l’incontro con i due uomini, il ragazzo fornì informazioni sulla sua vita precedente, parlando anche del villaggio in cui aveva vissuto: Kimbulgoda, distante 10 chilometri dalla sua casa attuale. La sua famiglia non c’era mai stata e lì non conosceva nessuno. La storia del ragazzo raggiunse Kimbulgoda, dove una certa signora Ranaweera riconobbe alcuni ricordi del ragazzo come esperienze vissute da suo figlio Ananda Mahipala, morto improvvisamente il 26 ottobre 1956. Quando in seguito Warnasiri si recò a Kimbulgoda, trovò immediatamente il luogo in cui era vissuto, benché la casa fosse stata demolita, e riconobbe la sua precedente madre in una folla di donne, ma non identificò le sue sorelle.

La reincarnazione, per la quale gli esseri umani rinascerebbero più volte, è una credenza radicata in molte culture. Gli Egizi eseguivano elaborati preparativi per liberare l’anima dopo la morte e consentirle di rinascere. Gli antichi Greci credevano in più cicli di vita; le popolazioni africane, dell’Australasia e delle Americhe hanno tutte elaborato forme di reincarnazione. Il concetto della continua rinascita è alla base dell’induismo e del buddhismo.

Durante il XX secolo la credenza nella reincarnazione ha cominciato a penetrare nelle società occidentali. Un sondaggio Gallup del 1981 indicò che il 21% degli Americani protestanti e il 25% di quelli cattolici credevano nella reincarnazione. Un sondaggio analogo, fatto in Inghilterra nel 1979, aveva registrato il 28% di credenti. Non è solo la diffusione del pensiero religioso orientale in Occidente a spiegare questa credenza, ma anche esperienze dirette che sembrerebbero trovare spiegazione nella reincarnazione.

Queste ultime possono essere spontanee o indotte con la regressione ipnotica. Il professor Stevenson ha condotto presso l’Università della Virginia la ricerca più esaustiva sui ricordi spontanei, esaminando oltre 2.000 casi. E’ tipico che, come nel caso di Warnasiri Adikari, sia un bambino piccolo a raccontare episodi di una vita precedente, molti dei quali possono essere verificati. Il bambino può mostrare caratteristiche comportamentali della personalità precedente e anche riconoscere oggetti che gli sono appartenuti. La ricerca di Stevenson ha perfino evidenziato ricordi di imperfezioni e difetti corporei congeniti relativi a un’esistenza precedente.

La regressione ipnotica si è diffusa dopo il 1980 a scopo terapeutico per rintracciare attraverso la memoria l’origine di allergie, fobie o incubi. Denys Kelsey, uno psichiatra britannico che si è avvalso dell’ipnosi fin dagli anni Cinquanta, ebbe in cura un paziente affetto da fobia del volo, la cui origine fu rintracciata nella sua vita passata di pilota tedesco, ucciso durante un raid sull’Inghilterra. “Rivivendo” l’incidente, il paziente guarì in modo definitivo.

Un caso di ricordi sia spontanei sia emersi durante regressione ipnotica è riportato in Yesterday’s Children (“Bambini di ieri”) di Jenny Cockell, del 1993. La paziente ricordò di essere stata Mary, una giovane irlandese morta negli anni Trenta, riconobbe il paese in cui questa era vissuta e ne rintracciò alcuni figli. Ne sbagliò i nomi, ma il maggiore fu colpito quando ricordò l’episodio di una lepre presa in trappola, che gli era rimasto impresso da quando aveva sei anni.

Una spiegazione per i ricordi ipnotici è la criptomnesia, o “memoria nascosta”, per cui una persona inconsciamente ricorderebbe particolari di un libro o di un film. Ma questo non si può applicare a bambini che ricordano eventi accaduti prima che abbiano imparato a leggere. Altre teorie attribuiscono i ricordi di una vita passata a possessioni di spiriti, a disturbi della personalità causati da traumi fisici o psichici, a esperienze extrasensoriali o al potere di suggestione dell’ipnotizzatore.

La regressione ipnotica di un’americana ventinovenne, nel 1952, scatenò un acceso dibattito sulla reincarnazione. Esprimendosi con accento dialettale irlandese, Virginia Tighe fornì complicati particolari della sua vita come Bridey Murphy, nata nella contea di Cork nel 1798. La Tighe non era mai stata in Irlanda, ma parlava nella lingua di quel tempo, nominava negozi esistiti all’epoca e ricordava canzoni, monete, arredi, paesaggi circostanti e molti altri particolari della sua vita di moglie di un avvocato di Belfast del XIX secolo.

Dubbi sulla storia sorsero per il fatto di non poter verificare alcune asserzioni, come quelle relative a nascite e morti che, a quel tempo, non venivano registrate in Irlanda. Si diceva anche che Virginia, da bambina, avesse conosciuto una vecchia immigrata, tale Bridey Murphy Cockell: la donna era effettivamente esistita, ma la Tighe non le aveva mai parlato. Il professor Ian Stevenson, esaminate le prove, ne sostenne l’autenticità, ma la reincarnazione di Bridey Murphy è ancora un caso aperto.

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