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Il testamento perduto di James Chaffin
17 Set 2018

Il testamento perduto di James Chaffin

Post by Administrator

Esiste una categoria di sogni, definiti “rivelatori”, che pare siano molto più frequenti di quello che si pensi. Durante tali sogni il dormiente viene a conoscenza di informazioni o particolari che non avrebbe potuto conoscere in altro modo. Il caso del testamento perduto di James Chaffin è un classico esempio di questa tipologia di sogni.

Testamento di James Chaffin

Testamento di James Chaffin

Il 7 settembre 1921, un agricoltore della Carolina del Nord, James Chaffin, morì a seguito di una caduta. Nel testamento, scritto nel 1905 e regolarmente autenticato, lasciava tutto al terzo figlio, Marshall, e nulla alla moglie e agli altri figli: John, James Pinkney e Abner.

Anni dopo, nel giugno 1925, il secondo figlio di Chaffin, James Pinkney, cominciò a fare sogni sempre più vividi di suo padre, che culminarono in un sogno in cui quest’ultimo si toglieva il soprabito, dicendo: “Troverete il testamento nella tasca del mio soprabito“. Poiché l’indumento si trovava ora presso John, James si recò immediatamente a casa di suo fratello e qui, in una tasca interna del soprabito, trovò un rotolo di carta annodato con un nastrino in cui, con la grafia di suo padre, vi era scritto: “Leggete il XXVII capitolo della Genesi nella vecchia Bibbia di mio padre“. Il brano citato si riferisce alla storia di Esaù, del suo fratello minore Giacobbe e della loro eredità.

James Pinkney chiese a un vicino fidato di accompagnarlo a casa di sua madre e qui, nell’esatto punto indicato della Bibbia, trovarono un altro testamento scritto e firmato da Chaffin nel 1919, in cui la proprietà veniva divisa equamente fra i figli con l’obbligo di provvedere alla madre. Qualche giorno prima del processo che doveva decidere quale dei testamenti fosse quello valido, il morto apparve nuovamente a James, quasi fosse desideroso di riparare a un’ingiustizia. Dinanzi alla testimonianza dei periti grafici, gli avvocati di Marshall si ritirarono. Alla fine la proprietà fu ridistribuita, con buona pace del defunto che, quattro anni dopo la morte, vide la sua volontà esaudita.

Alcuni di quelli che riportarono il fatto sospettavano James Pinkney di aver falsificato la seconda stesura, ma sembra improbabile che l’abbia fatto dopo quattro anni e anche la perizia calligrafica dimostrava il contrario. Altre ipotesi avanzate suggerirono che i Chaffin fossero a conoscenza dell’esistenza del testamento; che James l’avesse appreso tramite la chiaroveggenza nel sonno o che, tra lui e suo padre, vi fosse un speciale rapporto telepatico.

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