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John William Dunne: l’uomo delle premonizioni
25 Set 2012

John William Dunne: l’uomo delle premonizioni

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John William Dunne, conosciuto da molti per essere stato un pioniere dell’aviazione britannica, è particolarmente conosciuto nell’ambito della letteratura parapsicologica a causa degli innumerevoli sogni premonitori di cui fu protagonista. Nei suoi libri sosteneva che i sogni sono una mescolanza di passato e futuro e che chiunque può sviluppare questo genere di capacità. 

John William Dunne

John William Dunne

John William Dunne è stato uno scrittore ed un pioniere dell’aviazione britannica, famoso per essere stato il primo ingegnere aeronautico ad aver costruito dei velivoli dotati di ali a freccia positiva, poco tempo dopo la realizzazione del famoso aeroplano da parte dei fratelli Wright.

Nella primavera del 1902, mentre era di servizio in Sudafrica, Dunne sognò di trovarsi su di un’isola che non conosceva, in grave pericolo a causa di un vulcano, o qualcosa del genere.

Come scrisse più tardi: “ero assillato dal frenetico desiderio di salvare i quattromila abitanti del luogo, ignari del pericolo“. Nella rimanente parte del sogno cercava di persuadere le “scettiche autorità francesi” a mettere al sicuro gli indigeni dalla catastrofe che si sarebbe verificata a breve. Qualche tempo dopo l’inquietante sogno, i giornali riportarono la notizia della devastante esplosione del monte Pelée, nell’isola francese della Martinica, nelle Indie Occidentali. Stupito, Dunne si accorse che quasi tutte le informazioni coincidevano con quelle del sogno, compreso il numero delle vittime e le circostanze con cui si era svolta la tragedia.

Dunne non era nuovo a queste esperienze. Uno dei suoi tanti sogni premonitori lo fece nel 1901 mentre era in convalescenza in Italia a causa di alcune ferite che aveva riportato durante la guerra dei Boeri.

Dunne sognò di trovarsi nel continente nero in una città non meglio precisata del Sudan nella quale incontrava tre uomini che erano approdati in quella città al limite delle forze e in condizioni quasi disperate. Dopo breve tempo, su un giornale locale comparve un articolo che narrava di tre inviati britannici a Kartoum che a causa del lungo viaggio erano arrivati nella capitale sudanese malandati ed in pessime condizioni di salute. La descrizione dei tre inviati rispecchiava totalmente gli uomini che Dunne aveva incontrato nel suo sogno.

Benché avesse predetto avvenimenti che si sarebbero verificati nel futuro e a migliaia di chilometri di distanza, Dunne era profondamente convinto di non essere il solo ad avere la capacità di fare sogni “profetici” anzi sosteneva che molte persone hanno questo tipo di abilità. L’interesse e la curiosità verso questo fenomeno lo portò ad approfondire la sua conoscenza sull’argomento tanto che Dunne arrivò al punto di voler riuscire ad influenzare e registrare i propri sogni.

Nel 1927 scrisse anche un libro intitolato “An Experiment with Time” nel quale sosteneva che i sogni sono una mescolanza di passato e di futuro ed è possibile utilizzarli per prevedere gli accadimenti futuri se si ha la pazienza di registrarli e di analizzarli. Secondo le sue convinzioni il tempo era multidimensionale e quindi gli eventi esistono ancora prima che si verifichino nel nostro tempo.

Il libro ebbe un discreto successo tanto che le teorie in esso descritte affascinarono anche lo scrittore J. B. Priestley che definì l’opera di Dunne come “uno dei più affascinanti e singolari libri della sua epoca“. Enunciando la sua teoria John William Dunne sollevava un problema che nessuno era mai riuscito a risolvere: l’eterna contesa tra l’ineluttabilità del destino ed il libero arbitrio.

La possibilità di poter prevedere degli eventi futuri, suggeriva che il destino fosse già predeterminato e che la volontà dei singoli non avrebbe potuto nulla contro gli eventi che erano destinati a compiersi. Contemporaneamente, nasceva la domanda se la possibilità di conoscere in anticipo quegli eventi avesse potuto permettere di modificare il corso del tempo.

In realtà, ancora tuttora, non siamo in grado di dare una spiegazione razionale a questi fenomeni. Il dubbio se il nostro futuro sia già scritto oppure sia dovuto effettivamente alle scelte che compiamo ogni giorno resta inevaso, esattamente come al tempo di Dunne.

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