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Il fantasma della vedova di Cheltenham
26 Set 2012

Il fantasma della vedova di Cheltenham

Post by Administrator

Durate per ben sette anni, le apparizioni del fantasma della “vedova di Cheltenham” iniziarono una sera del 1882. La spettrale figura era solita aggirarsi per la casa dei Despard con un’aria triste e malinconica. Solitamente terminava la sua apparizione nel soggiorno del pianterreno dove si fermava per qualche minuto accanto alla finestra prima di sparire.

Fantasma di Imogen Swinhoe

Fantasma di Imogen Swinhoe

La diciannovenne Rosina Despard si era trasferita con la famiglia da appena due mesi nella nuova casa: un bel palazzo di tre piani nella Pittville Circus Road di Cheltenham, in Inghilterra, quando incontrò per la prima volta il fantasma della donna in nero.

Il primo incontro con la vedova di Cheltenham avvenne una sera di giugno del 1882. Era l’ora di andare a letto, e Rosina si era appena ritirata nella sua camera al terzo piano quando udì un rumore sul pianerottolo.

Pensando che potesse essere sua madre aprì la porta, ma fuori non c’era nessuno. Cauta, la ragazza scese qualche gradino lungo il buio corridoio. La fiamma della candela guizzava sulle pareti e sul soffitto. All’improvviso, di fronte a lei, in cima alle scale, Rosina scorse una donna alta, avvolta in un abito da lutto con un velo che scendeva a coprirle il viso. Sotto lo sguardo della giovane, la figura discese le scale in silenzio; quando Rosina tentò di seguirla, la fiamma della candela si spense, facendola piombare nell’oscurità totale. Rosina non udiva nient’altro che il suo respiro. In tutta fretta la ragazza tornò nella stanza e si infilò a letto.

Fu così che ebbero inizio le innumerevoli apparizioni della vedova di Cheltenham nella casa dei Despard. Una vicenda durata sette anni in cui le apparizioni furono testimoniate da più di una dozzina di persone, e che fu ampiamente documentata, con ricchezza di dettagli convincenti, dai membri della famiglia.

Rosina Despard non era affatto un’adolescente visionaria, ma una giovane donna che aveva intrapreso gli studi di medicina, cosa a quell’epoca del tutto inconsueta nell’Inghilterra vittoriana ed in qualsiasi altra nazione. A detta di tutti era una persona posata, straordinariamente intelligente e dotata di interessi scientifici, non certo il tipo da correre dietro alle fantasie. Eppure questa ragazza avrebbe raccontato di aver visto la misteriosa figura in numerose altre occasioni, alla luce del giorno e nel buio della notte, spesso proprio sul pianerottolo davanti alla sua stanza.

Diverse volte, raccontò la studentessa, l’aveva seguita fin giù nel soggiorno del pianterreno, dove la spettrale figura si fermava per qualche minuto accanto alla finestra prima di sgusciare nel corridoio e di sparire attraverso una porta laterale che si apriva su un giardino. Il fantasma, che si mostrava abitualmente con un velo sul viso, non parlò mai, e ignorò Rosina quando la giovane si azzardò a rivolgergli la parola.

In varie occasioni Rosina tentò di bloccare la figura in un angolo, ma sempre la vide svanire sotto i suoi occhi. Tentò anche di toccarla, una volta cercò persino di balzarle addosso, ma il fantasma riuscì sempre ad evitare il contatto. Un’altra volta la giovane tese dei fili in cima alle scale, ma vide la figura attraversarli senza spostarli minimamente.

Nell’estate del 1884, due anni dopo la prima apparizione della vedova di Cheltenham, le infestazioni del fantasma divennero più frequenti. Una sera Rosina e tre delle sue quattro sorelle raccontarono di averlo visto, ognuna per proprio conto, mentre sostava in soggiorno o passeggiava in giardino.

Per certi versi il comportamento del fantasma si adeguava ai requisiti classici delle storie di case popolate da fantasmi. Rosina ricordava che a notte fonda si udivano inspiegabilmente risuonare “pesanti colpi e tonfi“. E di tanto in tanto si registravano nella casa anche altri strani rumori, “come di qualcuno che camminasse avanti e indietro lungo il corridoio del secondo piano, o colpi battuti sulle porte delle camere da letto, o cigolii delle maniglie mosse da una mano misteriosa“. Se queste spettrali attività non turbavano Rosina, certamente terrorizzavano i domestici.

Nonostante l’inquietante presenza non sembravano esserci motivi per avere paura. In tutto il suo notturno girovagare lo spirito sembrava assolutamente noncurante dei mortali che lo circondavano e il suo sguardo doloroso non recava in sé alcuna minaccia. Specie nei primi anni del suo soggiorno l’aspetto del fantasma era così concreto e verosimile che spesso lo si scambiava per un visitatore in carne ed ossa.

Grazie agli infaticabili sforzi di Frederic Myers, che apprese di questi singolari eventi verso la fine del 1884, quello di casa Despard rimane forse il caso meglio documentato di dimore frequentate da fantasmi. Myers, il pioniere della parapsicologia che due anni prima aveva contribuito alla fondazione della Society for Psychical Research di Londra, si entusiasmò alla prospettiva di poter studiare a diverse riprese questo tipo di fenomeni, e cercò di trarre il maggior numero di informazioni visitando varie volte la casa di Cheltenham per intervistare Rosina e la sua famiglia.

Lo studioso seguì lo svolgersi del caso fino al suo esaurimento, ricavandone dati importanti, che influenzarono fortemente le sue teorie sulla natura delle apparizioni. Egli trovò in Rosina una volenterosa collaboratrice, e ne incoraggiò le indagini sul posto, consigliandole di tenere pronto un apparecchio fotografico per fissare sulla pellicola l’immagine del fantasma, ma le voluminose apparecchiature dell’epoca e i lunghi tempi di esposizione resero purtroppo impossibile l’esperimento.

Frederic Myers scrisse la prefazione al resoconto di Rosina sulle visite misteriose della sua casa, che apparve nel 1892 nella pubblicazione “Proceedings” della SPR sotto lo pseudonimo di “Miss R. C. Morton“. Nel suo racconto Rosina concludeva che il fantasma doveva essere lo spirito di una certa Imogen Swinhoe, seconda moglie dell’uomo che originariamente era stato proprietario della casa. La giovane faceva rilevare che le abitudini e l’aspetto coincidevano con quelli di Imogen, che era morta nel 1878, due anni dopo la scomparsa del marito e quattro anni precedenti la prima apparizione. Imogen Swinhoe era sepolta nel cimitero di una chiesa a circa 500 metri dalla casa di Pittville Circus Road.

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