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Scrittura automatica e messaggi dall’aldilà
17 Set 2018

Scrittura automatica e messaggi dall’aldilà

Post by Administrator

Tra le differenti manifestazioni medianiche esistenti la scrittura automatica è una delle più praticate e discusse. Per gli spiritisti le anime dei trapassati sarebbero in grado di guidare la mano del medium componendo messaggi di vario genere. Viceversa, gli scettici pensano che si tratti di un fenomeno legato esclusivamente all’inconscio dell’operatore.

Scrittura Automatica - Medium

Scrittura Automatica

La scrittura automatica è indubbiamente la forma più comune di “comunicazione” attraverso la quale, secondo gli occultisti, arriverebbero i messaggi dal mondo degli spiriti. Altri, invece, sostengono che essa affiori dall’inconscio. In genere chi scrive tiene la penna con la mano leggera e aspetta che la scrittura inizi. Questa di solito è più veloce della scrittura normale e lo scrivente può non sapere che cosa stia scrivendo.

La scrittura automatica ebbe fortuna durante la seconda metà del XIX secolo a opera degli spiritisti ma anche degli psichiatri, che utilizzavano questa tecnica per esplorare la mente del paziente e aiutarlo a ricordare. Intorno al 1850, il giudice americano John Worth Edmonds divenne famoso per i messaggi che diceva di ricevere dal filosofo inglese del XVI secolo Francesco Bacone. Il medium americano Joseph Siles fece da tramite per la stesura di un volume di ben 150.000 parole, attribuite all’ex presidente John Quincy Adams dopo la sua morte nel 1848. Georgie Hyde-Lees, moglie del poeta irlandese William Butler Yeats, scrisse in scrittura automatica un’opera mistica, al cui studio ed elaborazione il poeta dedicò otto anni, pubblicandola nel 1925 con il titolo “A Vision” (Una Visione) e con il proprio nome. Ma il caso più famoso è forse quello di Geraldine Cummins, un’irlandese nata nel 1890, che pubblicò quindici libri in scrittura automatica.

Il fenomeno può essere collegato alla percezione extrasensoriale. Nel 1974, lo spiritista W. Stainton Moses era con amici, a Londra, quando disegnò un veicolo, un cavallo e scrisse alcune frasi che si pensò fossero dettate da un uomo che si era gettato sotto un compressore stradale a vapore. Successivamente si seppe che poco prima, quel giorno, c’era stato un incidente simile e che sul rullo compressore c’era la figura di un cavallo.

Alla fine del XIX secolo, il ricercatore parapsichico inglese Frederic Myers studiò 50 casi di scrittura automatica concludendo che, per la maggior parte, non si trattava di autentici fenomeni paranormali. Tuttavia rimase perplesso davanti al caso di un medium il quale era capace di trasmettere due diversi messaggi contemporaneamente. I confini tra ispirazione, telepatia e comunicazione da fonti ultraterrene continuano a rimanere difficili da stabilire.

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