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Odore di santità e profumi provenienti dall’aldilà
5 Giu 2019

Odore di santità e profumi provenienti dall’aldilà

Post by Administrator

W. Stainton Moses, oltre ad essere un pastore anglicano, fu uno dei medium più conosciuti in epoca vittoriana. La peculiarità delle sue sedute spiritiche consisteva nell’uso di profumi, spesso essenze di fiori come rosa, sandalo e verbena. In più occasioni, la sua stessa persona incominciò ad esalare inspiegabili profumi da molti associati al caratteristico “odore di santità”.  

William Stainton Moses

William Stainton Moses

Coloro che intraprendono una pratica spirituale o spiritica lo fanno sempre, se le circostanze lo permettono, nelle condizioni più appropriate. Per esempio, si sceglie un luogo tranquillo, si dispongono immagini adatte, si accendono candele, si brucia incenso e così via: qualsiasi cosa in grado di potenziare l’atmosfera viene messa in opera. Per W. Stainton Moses, ex pastore anglicano e tra i più famosi medium dell’epoca vittoriana, l’atmosfera più appropriata per una seduta si creava spargendo profumi, che, il più delle volte, consistevano in essenze di fiori.

Tale abitudine ebbe (secondo Moses stesso e secondo varie persone attendibili che assistettero alle sue sedute) alcune curiose conseguenze, perché gli esseri invisibili presero a considerare la presenza dei fiori come un segnale convenuto, e incominciarono a spargere profumi di tutti i generi sui partecipanti. “Non trascorre seduta” scrive Moses, “senza che vengano sparsi profumi su di noi, oppure inviati soffi di aria profumata intorno al cerchio“.

Moses, in una lettera al giornale The Spiritualist del 1 gennaio 1875, così continua: “I profumi sono vari: quelli di rosa, di sandalo e verbena rimangono i preferiti. Qualsiasi fiore profumato esposto nella stanza viene utilizzato ed è estratto il suo profumo. Questo avviene in particolare in campagna. Abbiamo notato, in tal caso, che la presenza di un fiore particolare nella stanza determina l’odore spiritico dominante; e che talvolta viene estratto tutto il profumo solo da certi fiori, e che questo viene ripresentato anche il giorno dopo. Talvolta però un odore del tutto caratteristico viene estratto, o, per maggior precisione, viene posto sopra un determinato fiore. In questo caso il fiore appassisce e muore in breve tempo“.

Per W. Stainton Moses, tuttavia, si trattava di molto di più che una corrente d’aria misteriosamente profumata in una stanza chiusa. La sua stessa persona incominciò ad esalare un inspiegabile profumo. Così scrisse: “Sono passati alcuni mesi da quando ho notato per la prima volta un’aura profumata intorno alla mia persona, specialmente quando provavo dolore. Ho sofferto di nevralgie e, in quei momenti, i miei congiunti hanno notato la presenza di vari profumi, come quelli che si sprigionano durante le nostre sedute. Una sera ero affacciato a una finestra attraverso la quale soffiava l’aria, e il profumo di rosa era così forte che i miei amici cercarono di rintracciarne la fonte. Si scoprì che era localizzata in una zona non più grande di una monetina in cima alla mia testa. Quella zona era inequivocabilmente intrisa di profumo, che trasudava in maniera visibile se vi si premevano sopra le dita“.

Moses continua osservando che la sua esperienza non è molto diversa da quella abitualmente chiamata “odore di santità“. Nonostante negasse ogni santità della sua persona, considerava i profumi non come una prova di santità, ma come un dono medianico che, secondo lui, possedevano anche i santi. Però, dicendo questo, Moses ignorava una particolare caratteristica dell’odore di santità, e cioè che il profumo dei santi viene definito ultraterreno e indescrivibile, mentre i profumi associati alla persona di W. Stainton Moses erano molto specifici e immediatamente riconoscibili. Inoltre, dopo che egli era partito, il profumo non continuava più a impregnare l’ambiente circostante, o gli oggetti che aveva toccato per lungo tempo, mentre nel caso dell’odore di santità ciò avveniva quasi sempre.

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