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Il Tantra come via per l’estasi spirituale
11 Ott 2016

Il Tantra come via per l’estasi spirituale

Post by Administrator

Il Tantra è una disciplina orientale che mira a riscoprire l’unità divina mediante una serie di celebrazioni rituali e pratiche di carattere sessuale. Grande importanza viene data agli esercizi che permettono di ottenere il controllo di processi fisiologici quali la temperatura corporea o il ritmo cardiaco. 

Shiva e Shakti

Shiva e Shakti

Una scuola di pensiero che influenzò marginalmente la Teosofia fu la dottrina, a metà strada tra l’induismo e il buddismo, chiamata Tantra. Questo culto, tuttora esistente, mira a stimolare le energie corporee, incanalandole nella grande forza che conduce l’adepto al perfezionamento spirituale.

Sebbene la maggior parte dei culti indiani consideri l’ascetismo come la via verso l’illuminazione, il Tantra propugna la ricerca dell’estasi, intesa come riunione sessuale e mistica delle due divinità che furono separate all’epoca della creazione cosmica.

Il Tantra insegna che prima della creazione le divinità maschile e femminile, Shiva e Shakti, erano fuse insieme in una totalità cosmica; ma alla nascita dell’universo vennero separate e la loro divisione simboleggia la conseguente dualità di tutte le cose sulla Terra. Il Tantra cerca di riscoprire l’unità divina e quindi di conoscere l’illuminazione e l’estasi degli dei.

Le pratiche della setta implicano la celebrazione di certi riti, fra cui un prolungato rapporto sessuale fra un uomo e una donna che perseguano gli stessi scopi spirituali. Ma il Tantra non è tanto orgiastico, nel senso comune del termine, quanto altamente disciplinato.

Grande importanza si attribuisce, per esempio, a esercizi di respirazione detti pranayama e al controllo di processi fisiologici quali la temperatura del corpo, il ritmo cardiaco e il raggiungimento del piacere sessuale. Altre pratiche contemplano la meditazione e l’uso dei mantra, brevi formule (per esempio “om“) utilizzate per concentrare le energie del corpo.

Come altri induisti, i tantristi credono che il controllo consapevole del corpo ponga l’adepto in contatto con il “corpo sottile”, un’entità costituita di canali che captano l’energia vitale. Si ritiene inoltre che il corpo sottile presenti sette centri di energia, chiamati chakra, disposti lungo una linea che va dalla radice della spina dorsale alla sommità del cranio. Alla radice della spina dorsale giace inoltre, acciambellato e dormiente, il serpente Kundalini, simbolo della dea Shakti. La pratica tantrica risveglierebbe il serpente, che comincia a risalire verso il chakra più alto, rivitalizzando nella sua ascesa ogni chakra sino ad unirsi a quello della sommità, che simboleggia il dio Shiva.

Un’altra via verso tale unione è la pratica tantrica del chakrapuja, in cui molte coppie partecipano a riti sessuali. I partner sono scelti a caso e, conformemente agli insegnamenti dei tantristi, il sesso viene praticato come rituale sacro, senza gli abituali condizionamenti dell’amore o della passione.

I Teosofi non fecero propria la metodologia sessuale tantrica, ma Charles Leadbeater, uno dei fondatori, si interessò alla concezione sessuale e ad altri rituali e credenze della setta. Il suo libro “Il Chakra” si basa sulle nozioni induiste, particolarmente fondamentali nel Tantra, del corpo sottile e dei sette centri dell’energia, ed egli si adoperò per introdurre tali concezioni nell’eclettica corrente mistica della Teosofia. Leadbeater fu istruito al Tantra da un suo antico seguace, in seguito divenuto membro di una setta nota come Ordo Templi Orientis (Ordine dei Templari Orientali), che applicava la concezione tantrica del sesso.

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