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Le origini dello spiritismo nel XIX secolo
17 Giu 2019

Le origini dello spiritismo nel XIX secolo

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Le origini dello spiritismo vengono ricondotte alla seconda metà del XIX secolo quando in una fattoria di Hydesville, nello stato di New York, si ebbero le prime manifestazioni medianiche intese nel senso moderno del termine. In breve tempo, lo spiritismo conobbe una straordinaria diffusione con il conseguente proliferare di medium più o meno attendibili.

Ectoplasma

Ectoplasma

Negli anni intorno al 1850, la mania dello spiritismo cominciò a diffondersi in America e in Europa, attirando l’attenzione di studiosi, scienziati, artisti e grandi personalità dell’epoca. Le sorelle Fox, americane, alle quale si associano le origini dello spiritismo, affermavano che quasi tutti potevano comunicare con i morti, e se alcuni erano più dotati di altri, si trattava solo di medium, attraverso i quali i messaggi passavano come tramite un centralino telefonico. I medium più abili conquistavano fama e denaro e inevitabilmente facevano a gara per produrre le prove più convincenti della presenza degli spiriti nelle loro sedute. Dai messaggi faticosamente trasmessi con sequenze di colpi (tiptologia), essi passarono alla comunicazione vocale diretta: il medium in trance era posseduto da uno “spirito guida” che parlava attraverso di lui.

Gli scettici replicavano che era facile realizzare messaggi vocali e che anche i particolari più personali potevano essere stati rivelati al medium casualmente o volontariamente. Occorrevano prove più concrete. Negli anni intorno al 1860, le sedute erano caratterizzate da tavolini che levitavano, messaggi scritti su lavagne all’interno di scatole sigillate, oggetti che comparivano dal nulla. Ma per dimostrare che di tutto ciò erano responsabili gli spiriti, occorreva che si facessero vedere. Fu così che lo spiritismo raggiunse l’apice, ossia la materializzazione.

Una sostanza bianca e fluida, l’ectoplasma, che lo spettro avrebbe utilizzato per riprodurre le proprie sembianze, sarebbe fuoriuscita dal corpo del medium. La comparsa dell’ectoplasma avrebbe dovuto convincere tutti, ma i dubbi permanevano. Innanzitutto, mentre produceva l’ectoplasma, il medium era fotosensibile, per cui le sedute si svolgevano sempre in penombra. In secondo luogo, l’ectoplasma poteva svanire al tocco, per cui agli osservatori era permesso raramente di toccarlo. In terzo luogo, il medium aveva bisogno di isolamento per svolgere le proprie prestazioni, e di solito stava dietro uno schermo o in una cabina (chiamato in gergo “gabinetto medianico”). E quando lo spettro appariva, indossava un drappo bianco e un turbante, che ne rendevano difficile l’identificazione.

La famosa medium inglese Florence Cook era riuscita a convincere il fisico William Crookes dell’autenticità dei suoi poteri. Durante le sedute, appariva spesso Marie, una ragazzina morta a 12 anni. Una volta, uno dei presenti afferrò la materializzazione di Marie, mentre un altro apriva le tende della cabina dove la medium doveva trovarsi in trance. Ma non c’era: Florence Cook e Marie erano tutt’uno.

Sfortunatamente per la credibilità dello spiritismo, un medium dopo l’altro fu colto in fallo. Nel 1875, anche il fotografo di spettri Edouard Buguet finì in tribunale per frode. Eppure, tutti questi incidenti di percorso non scalfirono la cieca fiducia dei credenti, per i quali i medium in genere erano onesti e ricorrevano saltuariamente a qualche trucco, giusto per non deludere nessuno.

Raggiri così evidenti fecero sì che fossero relativamente pochi gli scienziati che investigarono sullo spiritismo, ma quando lo fecero, oltre ai trucchi e all’autosuggestione, scoprirono anche che lo spiritismo produceva alcuni fenomeni inspiegabili. La sensitiva Eva Carrière, il cui vero nome era Marthe Béraud, fu fotografata più di 200 volte mentre creava un ectoplasma.

Agli inizi del XX secolo, l’ingegnere William J. Crawford mise alla prova Kathleen Goligher, di Belfast, fotografandola con piena luce mentre “trasudava” un ectoplasma, che formava degli “arti” rigidi, in grado di sollevare un tavolo. Franek Kluski, un medium polacco, materializzò le mani di uno spirito e le immerse in recipienti contenenti paraffina liquida, la quale, solidificatasi, formò dei calchi delle mani.

Resta, tuttavia, il fatto che non esiste alcuna prova certa che questi fenomeni siano originati da spiriti. Benché gli “spiriti guida” dei medium abbiano spesso messo in evidenza caratteristiche individuali, il cosiddetto “Esperimento Philip” di Toronto, del 1973, ha dimostrato che è possibile creare uno spettro artificiale attraverso il potere di una volontà collettiva.

La medium del XX secolo Eileen Garrett, infatti, ammetteva di non essere del tutto certa che il suo spirito guida arabo, Uvani, avesse un’esistenza indipendente e non fosse piuttosto una creazione inconscia della sua stessa mente. Lo spiritismo ha molti seguaci in tutto il mondo, ma nonostante ciò non è riuscito a dimostrare di essere quel mezzo per prendere contatto con i defunti che molti, sin dalle origini dello spiritismo, auspicavano con tanto ardore.

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